Giovedì 23 aprile l'Arcivescovo Mario Delpini ha incontrato le società sportive del decanato di Vimercate per un saluto e per avere un riscontro vivo delle realtà esistenti sul territorio.
L'evento fa parte del fitto calendario della Visita Pastorale che l'Arcivescovo sta conducendo nel Decanato di Vimercate proprio in queste settimane di aprile 2026.
Domenica 26 aprile avremo l’onore di riceverlo anche a Burago di Molgora.
La nostra società ha dato il benvenuto al Monsignor Delpini attraverso la partecipazione del Presidente della Buraghese - Giuliano Raimondi - e del responsabile della squadra CSI - Roberto Pedrocchi.
Durante l’incontro sono stati riassunti i numeri di tutti coloro che sono impegnati nelle realtà sportive del decanato.
Inoltre è stata presentata la costituenda rete tra le società sportive che l'Assemblea Sinodale Decanale sta cercando di mettere in piedi per i prossimi mesi, estesa a tutte le realtà sportive e non solo a quelle di ambito cattolico.
L'Arcivescovo Mario Delpini ha presentato 5 comandamenti (precetti) che ruotano tutti attorno al concetto di "Abitare lo sport".
Questi precetti riprendono e attualizzano i temi della lettera agli sportivi "Winners" pubblicata dalla Diocesi in occasione dell'anno olimpico, adattandoli specificamente alle realtà oratoriane e dilettantistiche del territorio vimercatese.
L'uso del verbo "abitare" è un richiamo alla cura che si mette nel vivere una casa: lo sport deve essere "abitato" con responsabilità e amore, non solo "frequentato".
1. Abitare le relazioni
Lo sport non è una sfida tra nemici, ma un incontro tra persone. Abitare le relazioni significa vedere nel compagno di squadra un fratello e nell'avversario un partner necessario per la propria crescita, trasformando la rivalità in rispetto.
2. Abitare la vittoria
Vincere non deve essere un'ossessione che giustifica ogni mezzo. Delpini invita ad abitare la vittoria con umiltà e gratitudine, vivendola come il frutto di un impegno condiviso e non come un'occasione per sentirsi superiori agli altri.
3. Abitare la sconfitta
La sconfitta non è un fallimento della persona, ma un momento di verità e di apprendimento. Abitarla significa saper gestire la frustrazione, riconoscere i propri limiti con serenità e trovare in essa lo stimolo per ricominciare a lavorare su di sé.
4. Abitare la fatica
Lo sport educa al sacrificio. Abitare la fatica significa non cercare scorciatoie e dare valore al sudore e all'allenamento quotidiano, intesi come strumenti per forgiare il carattere e la disciplina necessaria in ogni ambito della vita.
5. Abitare la gioia
Lo sport deve rimanere, alla base, un gioco. L'Arcivescovo esorta a non perdere mai l'entusiasmo e la bellezza del gesto atletico, invitando tutti a essere testimoni di una gioia che nasce dal piacere di stare insieme e dal muoversi verso un obiettivo comune.
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